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La Bicicletta

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"Lo sport del ciclismo"

Le foto riportate ritraggono alcune nostre escursioni a cui ha partecipato SGAMBELLURI ciclista professionista di Siderno

 

 

La storia del ciclismo è fatta di pagine eroiche, di cavalcate mitiche sui colli più aspri delle montagne. E' fatta ovviamente anche di atleti resistenti alle fatiche più dure nelle condizioni peggiori, c’è anche un ciclismo turistico più tranquillo che si accontenta di seguire le orme dei grandi e si gode i molti aspetti positivi di questo sport. Il ciclismo è uno sport meraviglioso perché racchiude molti aspetti; può avere le caratteristiche di una tranquilla pedalata, oppure può avere contenuti atletici elevati se si seguono le orme dei grandi campioni, oppure ancora può essere un interessante mezzo di escursionismo e di esplorazione.

Molti programmano vacanze in bici e costruiscono un piacevole bagaglio di ricordi. Per una bella vacanza in bici è necessario che non ci siano troppe macchine intorno, per questo i ciclisti sono abbastanza esperti nello studiare percorsi lontani dalle principali arterie, diventano anzi dei veri e propri esploratori alla ricerca di località isolate, tranquille, dove in genere non manca mai un cordiale alloggio ed una buona cucina. Si può scegliere di costeggiare il mare o ci si può avventurare sui mitici colli delle Alpi, si può pedalare da soli godendosi il paesaggio oppure uscire in compagnia e raccontarsela su. Per tutti il ciclismo è uno sport che fa bene, che non sovraccarica muscoli ed articolazioni, consente una notevole gradualità dell'impegno e pertanto si adatta alle condizioni organiche individuali.Le biciclette attuali sono veri gioielli che ottimizzano lo sforzo ed aiutano quindi campioni e non campioni a ridurre il dispendio energetico e migliorare l'efficienza della pedalata. Importante è disporre di un telaio che consenta una comoda ed efficiente posizione in sella; inoltre, come vedremo oltre, i cambi attuali rappresentano un sistema formidabile per ottimizzare la spesa energetica.
Fisiologia del ciclismo: Vediamo qualche caratteristica fisiologica e biomeccanica di questo sport. Per pedalare in piano, il ciclista deve vincere due tipi di resistenza: la resistenza al rotolamento - la resistenza all'avanzamento. La resistenza al rotolamento su strada liscia con gomme ben gonfie è normalmente molto bassa. La resistenza all'avanzamento rappresenta di gran lunga la principale forza che il ciclista deve vincere per avanzare. In effetti, la resistenza dell'aria aumenta con la velocità e con la sezione frontale del ciclista ed inoltre dipende dalla aerodinamicità della forma assunta dal ciclista in bicicletta, il che riflette la posizione in sella e l'appoggio sul manubrio. Risulta che la forza necessaria a vincere la resistenza dell'aria aumenta con il quadrato della velocità; inoltre per avanzare, il ciclista deve, analogamente ad un motore a scoppio, erogare potenza e questa è data dal prodotto della forza necessaria all'avanzamento per la velocità. In definitiva, quindi, la potenza che i muscoli devono sviluppare aumenta con il cubo della velocità.

Si spiega così come sia possibile mantenere una certa velocità senza soverchi sforzi, ma si accusa rapidamente ed incredibilmente fatica acuta se la velocità aumenta anche di poco. Si spiega anche quale sia il grande vantaggio di farsi tirare, infatti in questo caso la forza necessaria all'avanzamento è minore in quanto la massa d'aria viene accelerata nella direzione del movimento dal ciclista che precede; in pratica la velocità del ciclista che si fa tirare rispetto all'aria è minore se paragonata al soggetto che invece "tira".
Il fattore aerodinamico è estremamente importante e si caratterizza con il cosidetto coefficiente Cx di cui si parla molto a proposito di macchine. Quanto minore è il coefficiente tanto minore è la forza necessaria all'avanzamento e tanto più economico risulta l'avanzamento. Un ciclista su una bicicletta da turismo ha un Cx di 1.1, un valore molto elevato simile a quello di un TIR; viceversa la posizione abbassata su una bici da corsa consente di ridurre la sezione frontale e di assumere una posizione più aerodinamica, in questo caso il Cx si abbassa a circa 0.8. Un piccolo cupolino aerodinamico sul manubrio ridurrebbe ulteriormente il Cx a 0.7.

La riduzione del Cx comporta minor spesa energetica, maggior economia di corsa e maggior velocità massima. La riduzione della resistenza dell'aria è stata l'argomento alla base della scelta di effettuare il record dell'ora in quota (città del Messico). In effetti, in alta quota, a fronte del vantaggio della minor resistenza dell'aria, si verifica il considerevole svantaggio legato alla limitazione della massima potenza aerobica che si verifica appunto in quota. Attualmente, migliorata l'aerodinamica della posizione in sella, si preferisce effettuare la prova del record a livello del mare. E' interessante notare che nel ciclismo in piano sono avvantaggiati i soggetti di grossa taglia; in effetti, una sezione frontale maggiore comporta sì una maggiore resistenza all'avanzamento, ma è molto maggiore il vantaggio che deriva dalla forza espressa dai muscoli. Se la maggior taglia rappresenta un vantaggio in piano, essa diventa uno svantaggio in salita ove la potenza si esprime per unità di massa: atleti leggeri sono quindi avvantaggiati quando la strada si impenna. Sempre quando la strada si impenna tutti sanno di dover ricorrere al cambio. Il cambio: Il cambio è un mirabile strumento che consente ai muscoli di ottimizzare la prestazione al variare della pendenza del terreno. I muscoli principalmente interessati nella pedalata sono i muscoli estensori della coscia, le contrazioni sono sempre di tipo concentrico (il muscolo cioè contraendosi si accorcia). Il cambio fece la sua prima apparizione nel 1927 e fu successivamente perfezionato nel 1930 e 1936 dalla Campagnolo.


Attualmente si può disporre di cambi con tre moltipliche e nove rapporti sulla ruota posteriore.
A cosa servono dunque i rapporti? Diciamo che la forza esercitata sui pedali si trasmette alla ruota posteriore per generare l'avanzamento. La forza di propulsione della ruota sul terreno è sempre piuttosto piccola, circa 1/10 della forza esercitata dal piede sul pedale: ad esempio, se il piede esercita sul pedale una forza di 20 N, la forza propulsiva della ruota sul terreno è di 2 N. A sua volta, la forza esercitata dal piede è circa 1/10 della massima forza volontaria esercitata dai muscoli estensori della coscia. Quello che però è importante considerare non è tanto la forza quanto la potenza erogata dal muscolo la quale è data dal prodotto della forza sviluppata per la velocità di contrazione del muscolo stesso. Se, ad esempio, un muscolo si contrae sviluppando forza massimale ma non si accorcia, ne deriva che non si genera movimento e quindi la potenza è nulla. Questo sarebbe il caso di chi spinge sui pedali ma, per la durezza del rapporto, non riesce a far girare i pedali. All'altro estremo vi è il caso di chi mulina le gambe con un rapporto molto dolce: in questo caso la velocità di contrazione dei muscoli è molto elevata, la forza esercitata è minima ma il prodotto di forza x velocità (cioè la potenza) è anche molto basso. Tra questi due estremi sta la scelta ottimale.

In laboratorio è possibile identificare la frequenza di pedalata ottimale: un soggetto viene invitato ad aumentare gradualmente la frequenza delle pedalate da 40 a 120 al minuto mantenendo la potenza costante. Si tratta di identificare la frequenza alla quale il consumo energetico (misurato come consumo di ossigeno) è minimo.
La pratica del ciclismo e l'allenamento suggeriscono la scelta adeguata del rapporto. La maggior parte della gente se ne va in bicicletta con grande godimento senza pensare troppo alla frequenza delle pedalate: va bene anche così perché, come detto sopra, il ciclismo comporta comunque lo sviluppo di forze relativamente basse e proprio per questo appartiene al gruppo degli sport che "fanno bene".

Costo energetico:

E' difficile fornire dati di validità generale in quanto il costo energetico dipende dalla sezione frontale, dalla posizione in sella e dalla pendenza; peraltro il rendimento della pedalata è stimabile intorno al 25%.
Nel ciclismo agonistico il dispendio energetico (sempre in piano e per un soggetto di 70 kg) è di 12 kcal/min, corrispondente a 720 kcal/ora e ben 2160 kcal in tre ore.
Questi semplici esempi numerici servono ad esprimere il concetto che il costo energetico unitario del ciclismo su terreno piano è basso, ma essendo in genere praticato per un tempo relativamente lungo, il consumo energetico totale può essere consistente.

In salita, la maggior parte della spesa energetica è per compiere lavoro antigravitario e questo è largamente preponderante rispetto al lavoro speso contro la resistenza dell'aria (in salita si procede a velocità bassa) e per il rotolamento.
Ecco un breve calcolo di dispendio energetico per una salita con dislivello totale di 2000 m (ad esempio il Colle del Gran S. Bernardo partendo da Aosta). Per un soggetto di 75 kg con bicicletta di 10 kg (peso totale da innalzare 85 kg , trascurando le marmellatine e la boraccia) il consumo energetico totale è dell'ordine di 1600 kcal. Consiglio di aumentare le marmellatine. Il consumo energetico di una tappa alpina del Giro di Francia si aggira sulle 6000 kcal; il problema qui spesso non è la tappa in sé ma il recupero per il giorno successivo.


raduni

CICLOESCURSIONE ASPROMONTANA IN MTB
...per tutti gli amanti della MTB e della montagna

Il G.S. BARBARELLO organizza la settima cicloescursione aspromontana in MTB.
Ritrovo alle ore 6.30 c/o i Ns negozi siti in Via dei Tigli,2 SIDERNO

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IL GIRO DEI CASTELLI E DELLE GRECANICHE
Domenica 17 Giugno 2001
...partecipa anche tu!


Ore 07.00

ritrovo c/o Piazza Municipio del comune di Siderno con bici su macchina propria.
(per i partecipanti provenienti da altre località il ritrovo è presso la stazione ferroviaria di Palizzi Marina ore: 08.00

Ore 07.15

trasferimento fino a Palizzi Marina

Ore 08.00

ritrovo c/o stazione ferroviaria di Palizzi Marina

Ore 08.15

partenza da Palizzi Marina

Ore 09.10

castello di Palizzi Superiore

Ore 10.35

cittadina di Bova Superiore - breve visita alla cittadina e ai resti del castello

Ore 12.00

consumazione della colazione a sacco c/o Bova

Ore 12.15

partenza da Bova

Ore 12.30

arrivo alle rovine dell’antico borgo di Amendolea e del suo castello

Ore 12.40

transito da Amendolea (in relazione al numero di richieste pervenute possibilità di pranzo c/o Azienda Agrituristica al prezzo convenzionato di L. 20.000)

Ore 13.28

arrivo a Palizzi

Ore 13.35

sistemazione MTB su macchine e ritorno a Siderno

Ore 14.15

rientro a Siderno

PERCORSO:

Un tracciato senza dubbio ricco di scenari indiscutibili con l’attraversamento di antiche borgate e di crinali, sarà tutto uno snodo di imprevedibilità ad ogni curva, ad ogni pietra; fantasmi di quella che fu l’antica zona Grecanica. L’itinerario si sviluppa su strade asfaltate e sterrate prevalentemente soleggiate, per un totale di Km 51,500 di cui Km 23,500 di salita, Km 7 di discesa e Km 21 di pianura. Da Palizzi Marina si sale fino a raggiungere il primo castello di Palizzi Superiore, il migliore conservato, dopo circa un Km di strada asfaltata inizia il tracciato sterrato che prosegue con una serie si saliscendi impegnativi, alla fine della discesa la strada risale cimentata fino a giungere alle porte della cittadina di Bova Superiore, dove si prosegue per la visita alla stessa cittadina, importante centro della cultura Grecanica, si possono vedere delle botteghe che producono oggetti in ferro battuto o mobili tipici fatti a mano, uno sguardo alla cattedrale dedicata a “Santa Maria Isodia” (all’interno statua in marmo del 500) e la chiesa di “San Leo”; ambedue del secolo XII, proseguendo la visita ai ruderi del castello Normanno con la vista panoramica sulla valle. Ripartendo da Bova si sale ancora fino ad incrociare il bivio che scende verso le ruderi dell’antico borgo dell’Amendolea la strada ritorna ad essere di nuovo sterrata e molto impegnativa anche in discesa per le condizioni del fondo molto alabile e sconnesso. Lungo la discesa si può ammirare la panoramica della fiumara Amendolea dell’antico borgo di Galliciunò sul versante opposto ed infine continuando a scendere più a valle l’insediamento sopra uno sperone di montagna del borgo dell’Amendolea con in primo piano il castello dei “Ruffo” del secolo XII con ancora ben visibili torri e bastioni a difesa dei signori feudali, giunti in prossimità del piazzale si scorge ancora il campanile della chiesa di “Santa Caterina” secolo XII, quasi sepolto dalla frana della montagna a ridosso della chiesa, e visitando quello che rimane dell’antico borgo i resti della chiesa dell’Assunta. Il borgo è stato abbandonato nel secolo XVIII. La strada scende ancora per passare dentro il nuovo paese di Amendolea e prosegue ancora fino ad incrociare la strada S.S. 106 e proseguire fino a Palizzi.

RIFORNIMENTI:

colazione a sacco - e possibile effettuare il rifornimento dell’acqua lungo il percorso.

USO DEL CASCO:

l’uso del casco è obbligatorio anche se la manifestazione non ha carattere competitivo.

TEMPI:

per il trasferimento e soste e visite ai borghi e ai castelli ore 3:12:00 - per il percorso ore 3:48:00

PENDENZA:

le pendenze medie delle salite sono del 7% - la pendenza Max è del 18%

L’ORGANIZZAZIONE DECLINA OGNI RESPONSABILITA’ PER DANNI FATTI O SUBITI DA/O PERSONE, ANIMALI O COSE, DURANTE E DOPO LO SVOLGIMENTO DELLA MANIFESTAZIONE.


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